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Le Famiglie Nobili di Cosenza

Strabone la menzionò come città dei Bruzi, fondata da un gruppo di servi che fuggirono dalla Lucania; un’altra tradizione vuole che la stessa città fu edificata in nome della giovane Brettìa, che aprì le porte a 600 Africani assoldati da Dionisio il Giovane. Parrasio pensò, invece, che lì avesse avuto la sua origine da Brezio, figlio di Ercole e di Balezia.
I grandi storici furono però tutti concordi sul fatto che Cosenza fosse una città “antichissima e nobilissima”. Furono infatti moltissime sia le famiglie che dominarono la città bruzia che quelle locali che ne furono protagoniste, ciascuna con le proprie peculiarità e il proprio contributo per la città.

 

 

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Le Famiglie Nobili di Cosenza, Vincenzo Napolillo (Santelli editore)

Le Famiglie Nobili di Cosenza. Menzionata da Strabone come città dei Bretti (in greco) o dei Bruzi (in latino), Cosenza fu fondata da un gruppo di servi che fuggirono dall’antica Lucania o, come vuole una tradizione meno accreditata, fu edificata in nome della giovane Brettìa, che aprì le porte a 600 Africani assoldati da Dionisio il Giovane. Aulo Giano Parrasio pensò, invece, che Cosenza avesse avuto la sua origine da Brezio, figlio di Ercole e di Balezia.
Elia d’Amato nel 1712 sfatò il mito poi, protrattosi fino a oggi, che Cosenza fu sempre autonoma poiché fu città demaniale: l’elenco dei diversi dominatori o “padroni” della città non è breve.
I grandi storici furono però tutti concordi sul fatto che Cosenza fosse una città “antichissima e nobilissima”. Furono infatti moltissime sia le famiglie che dominarono la città bruzia che quelle locali che ne furono protagoniste, ciascuna con le proprie peculiarità e il proprio contributo per la città.

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