Nascita di una propaganda.

Cosa è rimasto di quella stagione di luci e
ombre?

La Rivoluzione russa è un ricordo che l’Europa moderna ha voluto cancellare giorno per giorno:
un sogno di libertà trasformatosi in incubo che ormai gli studiosi non esitano a considerare un
fallimento. La Russia stessa, frammento del’Impero sovietico, ha ricercato un claudicante
rinnvamento politico, economico e sociale al fine di ridurre quel divario che l’ha divisa dal resto del mondo occidentale.

Fin dall’università, gli studi dell’autore si sono concentrati sulle immagini e sullo studio di esse.


Stiamo parlando di “Nel nome del padre, del figlio e del soviet supremo”, di Luca Di Martino disponibile online e in tutte le librerie dal 24 giugno 2022.

Gli studi dell’autore si sono soffermati, in particolare, sulla potenza delle icone e sulla loro capacità di smuovere le volontà. Caso volle che quegli studi gli furono utilissimi per l’approfondimento della propaganda sovietica, centro della sua opera, che intreccia l’estetica con la politica, la storia e la propaganda. In un momento molto tragico della storia mondiale, quello post rivoluzione russa, nella necessità di dare un nuovo immaginario alle neonate repubbliche sovietiche, le avanguardie, più o
meno consapevolmente, attinsero alla tradizione iconica bizantina mischiandola con la popolarità
del manifesto e crearono un nuovo mondo fatto di immagini, percezioni e valori.

Noi viviamo in un mondo fatto di propaganda. Chi ha vissuto il periodo della guerra fredda ne ha un
sentore più vivo e, dopo il crollo del muro, la spinta propagandistica si è ripartita in quella pubblicitaria,
perché bisognava convincere i consumatori prima di tutto. Con i recenti eventi in Ucraina, la
propaganda è tornata alla ribalta e questo libro non solo pone gli accenti su come le propagande russe e
ucraine siano frutti del medesimo albero, ma come, anche in occidente, vige una propaganda diversa ma
altrettanto efficace di quella russa.

Con il crollo del muro di Berlino, queste tematiche sono state messe un po’ in soffitta perché convinti che ormai, in un mondo pieno di immagini, fosse superfluo andare all’origine di esse. Invece gli eventi hanno
dimostrato come un certo immaginario si possa solo nascondere ma non eliminare.

Ufficio Stampa Santelli editore
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324 081 5297

SCHEDA DEL LIBRO

GenereSaggistica
CollanaAccademia Santelli
EditoreSantelli
Data uscita24/06/2022
ISBN9788892929364
Pagine297
Formato14 x 21, brossura
LinguaItaliano

CONTENUTI DEL LIBRO

l ministro della propaganda nazizta Joseph Goebbels era solito indicare la propaganda sovietica come il punto di eccellenza al quale si dovesse aspirare. Oggi siamo circondati dalla propaganda: politica, economica, pubblicitaria, ideologica, ma da dove è cominciato tuto? Questo studio affronta il lavoro delle avanguardie sovietiche che, a ridosso della rivouzione di ottobre, ebbero il compito di creare un immaginario nuovo e prendendo di peso tutta la forza dell’icona religiosa, attraverso una complessa rielaborazione, crearono un nuovo mondo ideale fatto di immagini, slogan, fotogrammi, pubblicità che ha influenzatoun intero emisfero e che, al crollo dell’Unine Sovietica si è diluito nel quotidiano fino a confluire in internet.

BIOGRAFIA DELL‘AUTORE

Luca Di Martino, giornalista laureato in Filosofia Estetica, ha incrociato la sua passione per il reportage in vari paesi europei con lo studio dell’immagine e della pubblicità. La permanenza in Russia gi ha permesso di approfondire il tema iconologico, incrociando con quello della propaganda politica sovietica. Dopo una serie di conferenze e la pubblicazione di un saggio breve sul tema, ha deciso di raccogliere in un libro unico le considerazioni sui suoi studi.

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